martedì 12 maggio 2015

Il lancio perfetto di Francesco Pinto


Roma, anni '50. Mentre le più grandi potenze mondiali, Stati Uniti e Russia, decidono di portare la guerra fredda fin nello spazio, qualcuno nell'Italia ancora zoppicante del dopoguerra ha un sogno e decide di fare di tutto per realizzarlo. Questo qualcuno è Luigi Broglio, professore di ingegneria. Il suo sogno è che l'Italia sia la terza nazione al mondo a raggiungere lo spazio, e non grazie all'impegno militare, ma a quello scientifico.

Il "lancio perfetto" ci fu, l'Italia ebbe il suo primato, e dagli sforzi di Broglio e collaboratori nacque la tuttora esistente Scuola di Ingegneria Aerospaziale di Roma.

Ho amato molto questo romanzo non solo per la storia, interessante e scritta in modo avvincente. L'ho amato perché la grande impresa di Broglio è esemplare di centinaia di altre piccole e grandi imprese italiane che hanno cambiato la storia, o che per lo meno ci hanno provato. Quanti Broglio sconosciuti ai più hanno lottato per regalarci una società più avanzata, più attenta alla cultura, dove fosse possibile realizzare i nostri sogni? 

Quale che sia il numero di questi coraggiosi, una prima occhiata all'Italia di oggi sembra suggerire che i loro sforzi abbiamo sortito poco effetto sul lungo periodo. Come l'autore sottolinea nell'ultima pagina la Scuola di Ingegneria Aerospaziale esiste ancora*, dopo alterne vicende, ma è un luogo dimesso, apparentemente dimentico della grandezza del passato. È andato veramente tutto perduto?

Dalla mia esperienza in ambito accademico direi proprio di no. Broglio è stato professore di centinaia di studenti, ha creato una scuola, ha cresciuto un gruppo di collaboratori che negli anni sono diventati a loro volta professori, e hanno continuato lungo la stessa strada. Gli studenti, passati e attuali, di una qualsiasi scuola creata da un qualsiasi "Broglio" crescono respirando la grandezza dei loro maestri, con un imprinting di cui nella maggior parte dei casi non sono nemmeno consapevoli, ma che influenzerà in maniera importante il loro modo di pensare, di vedere, di lavorare. Ovunque andranno, qualunque sia il loro lavoro, saranno allievi del loro "Broglio" e della sua scuola. Quindi no, non credo proprio sia andato tutto perduto, eventualmente "disperso" geograficamente. Credo che l'influenza di queste grandi persone che hanno cercato di cambiare le cose sia ancora fra di noi, invisibile e impalpabile, e che faccia la differenza ogni giorno, molto più di quanto non oseremmo sperare.

Grazie a tutti i "Broglio" che ci hanno guidato lungo la strada che porta ai nostri sogni e ci hanno trasmesso attraverso le generazioni le capacità per arrivarci.

* era chiusa quando è stato scritto il libro, è stata riaperta qualche mese fa dopo alterne vicende.

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