giovedì 12 gennaio 2012

Il vagabondo delle scienze, di Isaac Asimov


Ve ne eravate accorti che mi piace Asimov? No, vero? E infatti mi piace parecchio.

Però questo libro onestamente no, anche se devo ammettere che fa riflettere molto.

Mi dispiace, ma È noioso e molto ripetitivo. Si tratta di una raccolta di saggi e articoli pubblicati in giro, ma la scelta non è delle migliori. Lo dice lo stesso Asimov nella prefazione: in alcuni capitoli si è divertito a proporre due o tre saggi sullo stesso argomento pubblicati in contesti diversi, in modo da mostrare come la stessa cosa possa e debba essere detta diversamente sulla base del tipo di pubblico a cui è rivolta. Benissimo, molto interessante, ma è sempre la stessa cosa! A me lettore medio non interessa sapere come tratti il tema dell'intelligent design sulla rivista per esperti e su quella per il grande pubblico: dimmi quello che vuoi dirmi senza ripetere le stesse cose per tre volte in tre saggi che differiscono di poco. E purtroppo questo è un difetto che si riscontra più o meno in tutto il libro, e alla fine uno si stufa un po'. Sarebbe stato bellissimo e molto interessante se solo i saggi pubblicati fossero stati di meno, o scelti in modo diverso, o riadattati per il volume.

Al di là di questo (secondo me fondamentale) difetto è un libro molto interessante, per due motivi: mostra il nostro presente visto da uno scienziato intelligente del passato recente, e ci ricorda il modo di vedere le cose di una trentina o più di anni fa.

Ora, io ho meno di 30 anni, gli anni '80 non me li ricordo perché ero piccola, gli anni '70 non li ho proprio vissuti. Questi saggi sono stati scritti più o meno a cavallo di questi due decenni e sono una bellissima finestra su un mondo incredibile, se visto con gli occhi di adesso.

Asimov aveva fiducia nel futuro. Aveva fiducia nella scienza e nel progresso dell'Uomo. Ancora meglio, aveva fiducia nella razionalità umana, ed era convinto che il futuro sarebbe stato percorso nelle direzioni più razionali e corrette che si potessero ipotizzare. Qualche esempio: È convinto che entro la fine degli anni '80 sarebbero state ormai stabilite delle regole di vita e delle leggi per evitare l'aumento del riscaldamento globale. Che il problema stato stato preso di petto e, se non risolto, almeno preso seriamente in considerazione. Ritiene che la scienza sarebbe diventata sempre più importante per la società e consiglia delle soluzioni per le difficoltà più prevedibili legate a questa problematica. Eccetera.

Visto dal nostro presente così disastrato Asimov sembra un ingenuo, o un esaltato.

Sarà che siamo un mondo estremamente pessimista, ma l'ottimismo giocoso di questo libro mi ha lasciato a bocca aperta. Non sono in grado di sapere se sia una caratteristica dello scrittore o del suo mondo, ma propendo per la seconda ipotesi. E pensare che dopo 30 anni il risultato di quel mondo ottimista, fiducioso e razionale siano i terribili problemi in atto, beh, mette davvero tristezza.

Voto: 7

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