mercoledì 25 gennaio 2012

44 Scotland street, di Alexander McCall Smith


Alexander McCall Smith è uno dei miei scrittori preferiti. Mi piacciono le atmosfere e la dolcezza dei suoi romanzi africani, mi piace la calma risolutezza dei suoi romanzi scozzesi, mi piace il suo modo di scrivere semplice e comprensibile che mi permette di leggerlo in lingua originale e di apprezzarlo pienamente.

Però questo romanzo proprio non va. Secondo me ha principalmente due problemi: non inizia e non finisce.

I personaggi sono simpatici, e vengono presentati esaustivamente. I rapporti fra di loro sono molto interessanti, e fanno venir voglia di continuare a seguirli in un eventuale seguito. Ma la storia.... No, la storia proprio non è il massimo.

ATTENZIONE SPOILER

Tutto ruota attorno ad un quadro, forse importante forse no. Ma il quadro sparisce. Non viene rubato, sparisce, però il guaio è che si sa perfettamente dove va a finire e perché. Per cui non c'è suspence, non c'è giallo, semplicemente si seguono gli spostamenti di questo quadro. Un piccolo mistero c'è, ed è l'identità del pittore, ma non basta per tener su un libro intero.

FINE SPOILER

Storia che comunque iniziano a metà del libro, dopo una lunga descrizione di una ventina di personaggi e delle loro rispettive connessioni. E una volta finita la storia principale, all'ultima pagina, i personaggi rimangono lì, sospesi, a metà delle loro storie personali. Che oltretutto sono decisamente interessanti, per cui verrebbe voglia di comprare il seguito solo per sapere se il piccolo genio riuscirà ad averla vinta sulla madre o se l'imbecille pieno di sé prenderà la tranvata che merita oppure no.

Per cui se c'è un seguito forse lo comprerò, ma questo libro onestamente secondo me vale proprio poco come romanzo.

Voto: 5

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