mercoledì 14 dicembre 2011

Ionesco, Eugène di Nicola Fano



Ionesco ha sempre suscitato la mia curiosità. Secondo me è per via del nome. Alle medie la prof di inglese ci parlò di Asimov, e mi piacque subito questo nome, semplice da pronunciare e ricordare e allo stesso tempo esotico, come a nascondere meravigliosi mondi sconosciuti. Poi si sa come è andata a finire fra me e Asimov. E per Ionesco è la stessa cosa, il suo nome evoca in me immagini specifiche: il bellissimo rinoceronte rosso del Centre Pompidou a Parigi, il piccolo teatro parigino dove per la prima volta venne rappresentata "La cantatrice Calva", e un quadro di Franz Marc con uno splendido cavallo blu. Non chiedetemi il perché del quadro di Marc, non lo so, ma secondo me la cosa ha senso.

bellissima foto di Dom Broadley



Qualche mese fa ho iniziato a leggere "I rinoceronti" in francese, ma non ho continuato. Poi mi è capitato fra le mani questo saggio su Ionesco di un autore che mi piace molto, e mi sono detta che forse mi avrebbe aiutato.

Ionesco è stato un uomo dalla vita molto particolare. Ha attraversato la parte peggiore della storia del '900, un po' in Francia e un po' in Romania, e non ne è uscito bene, probabilmente come risultato di decisioni discutibili. E attraverso una panoramica biografica approfondita quanto basta, l'autore ci avvicina al mondo di Ionesco, alla società che l'ha generato e alle persone che l'hanno applaudito. Attraverso questo viaggio cronologico e geografico in giro per l'Europa ci vengono aperte le porte sul teatro dell'assurdo. E, sorpresa, non è assurdo per niente. Anzi, ai nostri occhi non c'è proprio niente di strano, si tratta della nostra vita quotidiana. Una citazione per tutte. "Il teatro dell'assurdo accettava la rappresentazione come strumento immediato di comunicazione": non è la base del nostro mondo?

Come sempre nei suoi libri Nicola Fano parte da un argomento apparentemente "di nicchia" per poi raccontarci del nostro mondo, porci davanti a uno specchio e dirci "eccoci, non siamo noi?".

Si, siamo noi. E nel caso di Ionesco la cosa mi preoccupa...

Voto: 10

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