domenica 21 agosto 2011

190 miliardi di anni dopo, di Carlo Sarti



Libro comprato per il fossile in copertina. Scopro che l'autore è un paleontologo… beh, mi sono detta, perché no? Vediamo che ci racconta. Il mio giudizio si è evoluto capitolo per capitolo, portandomi da un'iniziale aspettativa di un romanzo interessante a… beh, andiamo con ordine. Per ogni capitolo racconterò a grandi linee ciò che succede (la parte scritta in grigio è uno spoiler, siete avvisati) e poi il mio giudizio.

Primo capitolo: un paleontologo trova il modo di sopravvivere alla sua morte per centinaia di migliaia o persino milioni di anni. e trova il modo di metterlo in pratica.
Giudizio: Non sono molto convita, l'idea mi sembra un po' una stupidaggine, ma dipende molto da come viene sviluppata. Qualche particolare della trama non incontra la mia approvazione, ma si sa che io sono svenevolmente romantica e propendo per le storie talmente mielose da far cariare i denti, quindi probabilmente è un problema mio. Interessanti e spiritose alcune trovate dell'autore, non male.

Secondo capitolo: Si risveglia qualche milione di anni dopo. Una catastrofe geo-astronomica ha distrutto praticamente tutte le forme di vita terrestri (uomo compreso, naturalmente). Esiste però una civiltà intelligente, quella dei delfini, che però a un certo punto della loro storia si sono ibridizzati con gli ultimi rappresentanti del genere Homo.
Giudizio: Dal punto di vista scientifico è interessante e coerente. Dal punto di vista fantascientifico per alcune cose decisamente non ci siamo. L'italiano che si sarebbe conservato identico per 7 milioni di anni? Ma andiamo! I viaggi nel tempo sono particolarmente difficili da descrivere, perché è facilissimo non riuscire a motivare coerentemente alcune scelte che per motivi di comodo devono essere fatte (ad esempio: come si comunica?). Lo stesso Asimov, a quanto mi risulta, ha trattato di rado i viaggi nel tempo, e nel suo romanzo "La fine dell'eternità" per evitare incoerenze ha dovuto utilizzare una trama e un'ambientazione complesse. Non è certo materia da neofita della fantascienza, insomma. Anche la trama mi sembra debole, con il protagonista che si fida prima di uno poi dell'altro senza una ragione specifica, così, a naso. Però dai, magari migliora.

Terzo capitolo: Si risveglia qualche milione di anni dopo. Stavolta la civiltà intelligente è quella dei pipistrelli giganti (ma non erano urti estinti i mammiferi terrestri? Seconda incoerenza). Ma in realtà tutto è guidato da una sorta di cubetti grigi pensanti e telepatici che stanno per terra. Tutti continuano a parlarsi a capirsi benissimo (mah…)
Giudizio: mah… secondo me stiamo scivolando nella follia, ma vabbè…Notevole però il modo in cui riesce a confondere la superintelligenza.

Seconda parte del terzo capitolo: (relativamente) poco tempo dopo. Sempre pipistrelli, stavolta pelosi. E cubetti. Che vincono.
Giudizio: che noia, ma quando finisce?

Quarto capitolo: Deliri fisico-neurologico-teologici
Giudizio: Follia pura. Ma quando finisce?

Quinto capitolo: Kafka. Leonardo da Vinci. Freud. Hitler. Viaggi nel tempo. Delirio.
Giudizio:
Prime due righe: aaah! Ok! ho capito tutto! Geniale! Dai, non era male come libro.
Dalla terza riga in poi: AAAARGHHHHHH!!! Delirio! Delirio! Delirio! Ci deve essere un motivo per cui il libro finisce cosÌ. Io non l'ho capito. O ero troppo fusa per capire l'ultima parte (ho letto il libro in qualcosa tipo 4 ore). A me personalmente sembra assurdo, elucubrazioni di una mente pericolosa, probabilmente il problema è mio.
Comunque non ho letto Kafka per non avere incubi, e poi mi ritrovo ad averli leggendo questo libro? Bah…

Non consigliato, anche se credo che l'autore possa avere potenzialità. Secondo me il problema è che si spinge troppo verso problematiche filosofiche che invece avrebbe dovuto lasciar perdere.

2 commenti:

  1. Accidenti, ora devo riuscire a combattere la curiosità morbosa che hai acceso con "delirio fisico-neuro-tecnologico" e "follia pura". Non ho mai capito perché a volte dobbiamo leggere delle storie così anche se sappiamo (o immaginiamo) a cosa andiamo incontro. Stephen King direbbe che lo facciamo perchè in fondo al cuore sappiamo di poter fare di meglio.
    Comunque è appena arrivato il pacco con i libri che mi sono fatto spedire dall'Italia quindi devo concentrarmi su quelli.

    ps anche in Timeline quando tornavano indietro nel tempo, gli archeologi non riuscivano a parlare il francese dell'epoca. Ed erano solo tornati nella guerra dei cent'anni.

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  2. Se proprio non puoi resistere te lo presto! :D

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