domenica 24 luglio 2011

Italiani con Valigia, di Beppe Severgnini


Essendo un'Italiana con valigia e avendo apprezzato molto l'unico libro di Severgnini che ho letto, quando ho ritrovato sulla mia libreria "Italiani con valigia" l'ho subito iniziato a leggere.

La prima parte racconta gli italiani in viaggio. Nonostante siano passai parecchi anni da quando il libro è stato pubblicato (ho l'edizione del 1999), è incredibilmente calzante e spassosissima. Nonostante il mondo dei viaggi sia sicuramente cambiato negli ultimi 12 anni, gli italiani sono rimasti coerenti, e continuano a far sorridere e scuotere la testa (per non dire arrossire, ma sorvoliamo) ora come allora. Leggevo il libro in treno e ridevo da sola.

Quando però ho iniziato la seconda parte, che racconta alcuni viaggi di Severgnini, ci sono rimasta male. Volevo andare dall'autore e lamentarmi, "ehi, dove sono le risate che mi aspettavo? Io volevo una critica spiritosa sugli italiani in viaggio, non mi importa di tutti questi paesi appena usciti dal comunismo in cui prendere un treno è un impresa". Poi mi sono ricreduta.
Come ho già scritto ho enormi lacune nella storia contemporanea europea, a partire dalla fine della seconda guerra mondiale. Venendo a vivere in Germania ho imparato parecchio, ma è ancora un argomento che non conosco molto bene. Le testimonianze di Severgnini sono per lo più legate a paesi visti in momenti storici particolari. L'Europa orientale del postcomunismo, gli Stati Uniti di Clinton, il Sudafrica e i suoi problemi razziali. Ho imparato tanto da queste testimonianze, in modo piacevole e divertente. Mi dispiace per l'iniziale scetticismo, si tratta probabilmente della sezione più interessante del libro.

La terza parte racconta l'Italia. Severgnini ha preso una macchina e ha seguito le coste italiane dal Friuli alla Liguria. Mi è sembrato un capitolo molto triste. Nonostante l'attenzione dell'autore a non dare un'impressione troppo pesante di ciò che vede, quello che mi è rimasto alla fine della lettura è un enorme magone, rafforzato dalla consapevolezza che probabilmente gli ultimi anni hanno peggiorato la situazione.
Severgnini, sicuramente consapevole di tutto questo, ha deciso di chiudere il libro con una boccata di aria fresca: il viaggio nell'Italia che funziona. O meglio, che funzionava all'epoca della pubblicazione del libro. E se a leggerlo allora poteva dare un motivo di speranza, oggi viene da chiedersi cosa sia rimasto di questa Italia che funziona. Sarebbe bello ripetere il viaggio oggi, in quegli ospedali dove i medici nonostante i tagli riescono a offrire un servizio ottimo, in quelle università e in quelle scuole dove i professori combattono quotidianamente contro l'ignoranza imperante e riescono persino a vincere, eccetera.

Un gran bel libro.

2 commenti:

  1. Ciao, grazie per la visita. Dopo quelle di Wanesia seguirò anche le tue avventure Krucche ed i tuoi consigli di libri. Magari ci confrontiamo io adoro leggere. Laura

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  2. Benvenuta!!! Molto volentieri, sono sempre pronta a discutere di libri!!! :D

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