domenica 10 luglio 2011

I banchetti dei vedovi neri, di Isaac Asimov


Come è noto adoro Asimov e mi piacciono parecchio i gialli. Avevo già letto il primo libro della serie e mi era piaciuto parecchio. Questo decisamente di meno.
I racconti dei Vedovi Neri sono molto lineari, molto classici, e questo mi piace molto. La struttura narrativa del racconto breve lascia poco spazio ai colpi di scena ripetuti, e la struttura della trama non permette indagini o azione, tutto si basa sul ragionamento e sulla deduzione. Dal mio punto di vista questo tipo di scelta lascia fuori parecchi dei difetti tipici dei gialli.
In questo quarto volume della serie, però, mi aspettavo un po' più di fantasia. I racconti mi sono sembrati un po' scontati, le trame facilmente prevedibili, sono persino riuscita a indovinare il finale di un paio di racconti (cosa che non mi capita mai). Questo li rende particolarmente poco "dimenticabili", quindi dovrò aspettare parecchio prima di rileggerli (il che mi fa rabbia, nei gialli). E ho trovato la struttura un po' troppo ripetitiva.
Forse dopo tre volumi Asimov aveva un po' perso l'inventiva, forse semplicemente mi aspettavo di più io, forse avrei dovuto leggere i racconti intervallandoli con altre letture (come mi era capitato con il primo volume).
In breve: un libro leggero, per passare qualche ora piacevole. Di Asimov ho letto di meglio.

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