sabato 18 giugno 2011

Spes, ultima dea, di Danila Comastri Montanari



A me piacciono i gialli (ma no???)
No, lasciatemi finire. A me piacciono i gialli dimenticabili. I gialli dimenticabili sono quelli scritti bene, con una bella trama e personaggi interessanti, che tengono incollati alle pagine fino alla fine, ma costruiti in modo tale da non permettermi di ricordare l'intreccio a lungo.
Perché, diciamocelo, se io riprendo in mano un giallo due anni dopo averlo letto, e già mi ricordo che il colonnello Mustard è l'assassino, e ha agito in sala da pranzo con il candeliere... beh, non mi godo il romanzo. Sotto questo aspetto Agatha Christie non è molto dimenticabile. I suoi gialli sono bellissimi, ma forse proprio per questo sono molto poco dimenticabili.
Danila Comastri Montanari invece scrive romanzi molto belli e godibili, ma anche molto dimenticabili. La trama è sempre intricata abbastanza da non farmela ricordare a distanza di mesi, ma senza mai risultare esageratamente pesante o difficile da seguire durante la lettura.
Publio Aurelio, il protagonista, è abbastanza simpatico: nonostante sia n po' vanesio e a volte persino snob, risulta alla fine una persona onesta, e soprattutto con parecchi difettucci, che lo rendono più umano di un (poniamo il caso) Sherlock Holmes, la cui infallibilità mi dà a volte fastidio.
Insomma, davvero un bel libro (e anche dimenticabile), come anche gli altri della serie. Continuerò a leggerli con piacere.

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