martedì 31 maggio 2011

Io Robot, di Isaac Asimov


Già letto numerose volte, mi è ricapitato in mano in un momento particolare che me ne ha fatto apprezzare particolari che altrimenti non avrei notato.
Come sempre di Asimov amo l'attenzione per il ruolo della scienza nella società, e il tentativo di rispondere alle domande etiche che da essa scaturiscono.
In questo caso, però, non ho potuto fare a meno di notare che questo libro, leggendo fra le righe, parla non solo di robot e di cervello positronico, ma anche di uomini e di cervello biologico.
La trattazione di Asimov di fenomeni di "pazzia" robotica sembra alludere a problematiche fondamentalmente umane. Letto sotto questo punto di vista questo libro mi ha fatto quasi più male di questo.

4 commenti:

  1. Io lo adoro, semplicemente, senza ritegno... ;-)
    Se non l'hai mai letto ti consiglio anche questo: http://www.ibs.it/code/9788834712511/dick-philip-k-/gli-androidi-sognano.html

    ---Alex

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  2. non ho ancora letto niente di Philip K Dick, provvederò a breve :)
    Comunque ora mi aspetta un nuovo Asimov (Viaggio allucinante mi pare si chiami), scelto con criteri molto scientifici: lo scaffale asimoviano era troppo smorto e ho preso il primo libro che ho trovato ch avesse la copertina rossa ;)

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  3. Che ricordi. Ci sono moltissimi dei temi che poi vengono ampliati in altri rompanzi "maggiori" di Asimov. Alla fine, credo che Asimov non abbia mai fatto mistero del fatto che il robot è un po' una forma di uomo ideale.

    Ale
    ps spero che sia Destinazione cervello. Io ancora cito gli aforismi di Dezhnev Senior.

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  4. Ciao, benvenuto!
    un amico mi aveva parlato di Destinazione cervello, ma ancora non l'ho letto. Devo procurarmelo, però, mi ispira un sacco :) Per ora inizio con Viaggio allucinante, che pare che a detta dell'autore sia meno bello dell'altro. Poi ti faccio sapere ;)

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