lunedì 28 marzo 2011

Maigret e il caso Nahour, di Georges Simenon


Fra i vari Maigret (quattro o cinque) che ho letto questo è quello che mi è piaciuto di meno. La storia è senza dubbio bella e costruita bene. Come in molti suoi romanzi Simenon racconta una Parigi e una classe sociale particolari. In Maigret e il Ministro quella della politica, in Maigret e la Stangona quella della criminalità povera, in questo caso i ricchi stranieri, e i casinò. Bellissima come sempre l'analisi e la reazione di Maigret di fronte a questa realtà, una reazione semplice, viscerale, molto umana. Bellissima la Parigi innevata e irreale raccontata.
Però ho trovato in questa storia qualcosa di estremamente torbido. Uno dei personaggi in particolare mi ha profondamente colpita, in modo negativo, e il finale (soprattutto l'ultima frase) non ha fatto che accrescere la mia sensazione di disagio e disgusto.
Questo commento tuttavia non vuole essere una critica all'autore, è invece una dimostrazione della sua bravura nel trasmettere sensazioni sottili ma molto prevasive.

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