venerdì 25 febbraio 2011

Uomo impotente cercasi per serena convivenza, di Gaby Hauptmann



Iniziamo dalla protagonista. Una donna bellissima, dal corpo mozzafiato, che fa perdere la testa ad ogni essere vivente di sesso maschile nel raggio di 2 chilometri. Stufa del suo fascino e dell'effetto che fa sugli uomini, che da lei vogliono una cosa sola, decide che il problema va risolto alla radice eliminando il sesso dalla sua vita. Mette in pratica il suo proposito attraverso un annuncio in cui cerca un uomo impotente con cui avere una relazione. Ne trova un certo numero, abbastanza promettenti, fino a quando non riceve una risposta particolare e decide che sarà lui l'amore della sua vita. L'incontro conferma la sua supposizione e pare quasi che si debbano sposare il giorno dopo, perché naturalmente anche lui è dello stesso parere. Ma a questo punto la protagonista inizia a rimpiangere il suo proponimento iniziale. Dopo un necessario intrigo pseudointernazionale (l'autrice proprio non può farne a meno), molta psicologia spicciola decisamente opinabile (soprattutto il punto di vista sull'impotenza e la frigidità), arriva il lieto fine. Scialbo.

L'idea non è male, ma secondo me è sviluppata in modo confuso e stupido.
Già la protagonista mi sta antipatica. Sarà che non sono propriamente Claudia Schiffer, sarà che quando cammino non si volta nessuno, ma a me queste donne bellissime, meravigliose, irrealmente perfette danno un sacco sui nervi (già ne avevo parlato). Volteggiano da un posto all'altro ponendosi problemi inesistenti (oh, che disgrazia, mi prendono tutti per una prostituta.. beh, cara, dal comportamento che hai non so cos'altro ti potevi aspettare), gli riesce sempre tutto bene, hanno un sacco di soldi e tutto quello che desiderano. Beh, io per avere quello che desidero devo fare una fatica boia, e nemmeno sempre ci riesco, quindi non le sopporto. Sarà invidia? probabile, ma non me ne vergogno.
Poi in molti casi (del resto si parla di impotenza) l'autrice si improvvisa psicologa dilettante dicendo cose che sembrano uscite dal "Manuale del piccolo psicologo". Nonna Papera con i suoi proverbi si dimostrerebbe decisamente più profonda.
Ma io dico: è proprio necessario (come in questo caso) citare un Freud da Baci Perugina? Perché queste autrici non scrivono una storia semplice, senza troppe pretese, che voglia sembrare esattamente quello che è: romanzi rosa? Ma no, bisogna essere profonde.... E affogano in una pozzanghera.

Ogni volta che leggo un libro di questa autrice mi piace meno del precedente. Solo che avevo bisogno di un libro stupido per distrarmi in un periodo difficile e avevo solo questo sottomano.

E scusatemi se sono così irritabile, mi passerà.

Nessun commento:

Posta un commento