mercoledì 2 febbraio 2011

Strane creature, di Tracy Chevalier


Quando si pensa agli albori della paleontologia, lo scopritore dei dinosauri è spesso presentato come un incrocio fa Charles Darwin, il prof. Lidenbrock (lo scienziato pazzoide-genialoide del "Viaggio al centro della terra", per capirci) e Indiana Jones. Un aristocratico ottocentesco un po' scienziato un po' esploratore, un po' genio, un po' bizzarro.
Questo libro, invece, punta il riflettore su due personaggi molto diversi da questo stereotipo. Una ragazzina e una sfiorita zitella che ha superato ormai l'età da marito sono le protagoniste di numerose scoperte importanti, fra cui alcuni dei bellissimi ittiosauri e plesiosauri esposti a Londra.
Tracy Chevalier è abituata a parlare di donne: donne importanti, donne comuni, Dei suoi libri ho letto solo "La Dama e l'Unicorno" e "La ragazza dall'orecchino di perla", che pur essendo bellissimi mi hanno molto amareggiato. L'autrice infatti parla sempre di donne che nonostante tutto alla fine si ritrovano a dover sottostare ad un mondo maschilista quale è stato, e in parte ancora è, il nostro. Pur accettando questa scelta se inserita in un contesto di veridicità storica, non la condivido per il semplice motivo che stiamo parlando di romanzi. E nel romanzo l'autrice avrebbe anche potuto decidere di regalare una piccola vittoria ai suoi personaggi femminili. In questo libro finalmente arriva la vittoria, ed è completa.
L'autrice tratta con delicatezza molti temi interessanti: l'apporto dato alla scienza e alla conoscenza dagli appassionati o dalla gente semplice e incolta, il ruolo delle donne nella scienza e le difficoltà che hanno dovuto superare per accedervi, la rivalità fra scienziati.
Ma soprattutto narra la storia avvincente di una scoperta, di un faccia a faccia con dei terribili mostri marini, visto con gli occhi di chi per primo se li è trovati davanti, non avendo la più pallida idea di cosa fossero. E la storia di un'amicizia.
Molto bello, e scritto benissimo.
P.S.: secondo me il titolo, "Remarkable cretures" è tradotto male, ma la copertina la trovo fantastica.
P.S. per gli amanti di Jane Austen: parla di Lyme, e secondo me ha decisamente qualcosa di "Persuasione"

8 commenti:

  1. Hai ragione quando dici che in fondo è un romanzo...ma se ci pensi anche le scrittrici tomantiche e vittoriane nei loro libri, nonostante il finale lieto, ci mostrano quanto sono consapevoli del loro ruolo limitato nella società in quanto donne...non credo si possa raccontare una storia di donna forte che sovverte le convenzioni ambientando la sua storia nel 1810/20...si può però parlare di donne forti che sfidano le convenzioni e che nonostante la loro presenza riescono a fare della loro vita più di quanto gli uomini abbiamo mai immaginato per loro...non sono femminista ma credo che queste tematiche siano sempre delicate da trattare...la Chevalier lo sa fare a mio parere e anche a me il libro è piaciuto tanto...peccato abbia avuto recensioni così negative...non sarà il suo capolavoro ma è comunque una prova apprezzabile...:-)

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  2. Ciao Strawberry!!!
    Infatti trovo che questo romanzo sia riuscito benissimo, l'autrice ha dato a queste due donne un'indipendenza e un ruolo che rispecchia il massimo a loro consentito nel periodo in cui sono vissute. Infatti Elizabeth non partecipa alla riunione della Società scientifica nonostante abbia qualcosa da dire al riguardo. Il mio commento riguardava piuttosto i suoi romanzi precedenti. Nella Dama con l'Unicorno e nella ragazza con l'orecchino di perla, infatti, questa parziale autodeterminazione non c'è, i personaggi femminili pagano amaramente le loro scelte (nello specifico le relazioni non accettabili con i protagonisti) sposandosi senza amore e solo per soldi, sposandosi con l'unico che l'avrebbe accettata in quanto cieca e incinta, sposandosi per ripiego. Ora non voglio dire che in quel periodo le donne potessero fare molto di più, però in quel caso le protagoniste sono del tutto fittizie, e non personaggi storici, quindi l'autrice avrebbe potuto dare loro un minimo di autodeterminazione in più :)

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  3. @Strawberry: ottima riflessione cara! :) A proposito, come stai?

    @Paleomichi: ho questo libro sul comodino in attesa di esser letto! :)

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  4. Claire: aspetto di sapere che ne pensi allora :)

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  5. Tracy Chevalier mi attende da un po' di tempo ma prima o poi riuscirò a leggerla. Anch'io spero sempre nella vittoria finale dell'eroina, soprattutto perché potrebbe essere di ispirazione e sprone per chi legge. Se Ann Elliot (tanto per restare a Lyme con zia Jane e Miss Chevalier) non vincesse la sua guerra con il mondo che la vuole passivamente soggiogata a regole non sue, non ci sarebbe spazio per la speranza e la fiducia in se stesse...

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  6. Sylvia: sono assolutamente d'accordo con te :)

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  7. Grazie mia cara per il commento! La torta è buonissima anche con le pesche, vero! ;)
    Ho postato la ricetta perché me l'hanno chiesta da pubblicare su un sito, tutto qui! :)

    Ti scrivo in questo post poiché ancora non ho iniziato il libro recensito! XD Ne ho così tanti in coda di lettura! *_*

    @Sylvia: ho un'ideona!!! ;)

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  8. non c'è fretta, quando lo leggerai sarò felice di sapere che ne pensi :) l'ideona... forse ho capito...

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