lunedì 17 gennaio 2011

L'animale donna, di Desmond Morris


Non ho letto "la scimmia nuda" ma da un autore così conosciuto mi aspettavo molto di più. Questo saggio è una raccolta di informazioni curiose e interessanti, ma messe insieme a teorie scientifiche assolutamente discutibili che lo rendono superficiale, ascientifico e, a conti fatti, inutile.
Il libro descrive in ogni capitolo una parte del corpo femminile, dai capelli ai piedi, spiegando le ragioni evolutive delle differenze fra uomo e donna, condite da aneddoti e curiosità etnografiche. L'idea sembra interessante,, ma ci sono tante e tali sciocchezze fatte passare per scienza che diventa illeggibile.

Ad esempio, l'autore introduce più di una volta una cosiddetta teoria scientifica che vorrebbe l'uomo derivante da forme acquatiche, il che spiegherebbe l'assenza di pelo, la presenza dell'imene (tipico dei mammiferi marini), e secondo alcuni anche la stazione eretta. Avendo studiato in dettaglio l'evoluzione dell'uomo posso dire che questa teoria ha un peso scientifico nullo nei libri di testo, nelle lezioni a livello universitario, negli articoli scientifici. Naturalmente nessuno vieta di citarla, ma parlarne per due o tre volte in un libro divulgativo mi sembra quantomeno azzardato, l'assenza di una critica puntuale può dare l'impressione che questa ipotesi abbia più peso negli ambienti scientifici di quanto non sia vero.

Poi un'altra cosa che mi ha dato parecchio fastidio è la tendenza a ridurre le differenze fisiche fra maschi e femmine della specie umana alla presunta differenziazione dei ruoli durante la preistoria. L'uomo è più alto, ha più muscoli, corre più veloce, ha il naso fatto in maniera diversa perché tutto ciò era importante per la sua vita da cacciatore. La donna invece è più bassa, ha meno massa muscolare eccetera perché faceva la raccoglitrice, e a lei queste caratteristiche non servivano.
Vorrei far notare all'illustre scrittore che il dimorfismo sessuale è presente (e più marcato che nell'uomo) sia nei primati a noi più prossimi (gorilla e scimpanzé) sia nei nostri antenati di svariati milioni di anni fa (australopiteci e parantropi, o comunque li si voglia chiamare). Gli scimpanzé e i gorilla cacciano pochissimo, e gli antichi ominidi citati sembra che al massimo si limitassero a rubare le carcasse di animali appena uccisi ai predatori e agli sciacalli. Teorie scientifiche accreditate, inoltre, mettono in relazione la differenza di dimensione fra i sessi fra i primati con la struttura sociale, più che con le strategie di ricerca del cibo.

Poi parliamo delle Veneri. Le Veneri sono statuine femminili risalenti al Paleolitico superiore e alle epoche successive. Quelle paleolitiche soprattutto sono caratterizzate da fianchi, seno e ventre particolarmente pronunciati, e testa e piedi normalmente solo abbozzati.



Veneri paleolitiche, nell'ordine: Dolni Vestonice (Repubblica Ceca), Hohle Fels (Germania), Savignano (Italia), Willendorf (Austria), Lespugue (Francia, ricostruzione, l'originale è rovinato fra il seno e la pancia)

Secondo l'autore del libro questo dimostra che le donne paleolitiche, così come le donne ottentotte e boscimane, soffrivano di steatopigia, un accumulo esagerato di grassi sui glutei. Secondo la stessa logica allora avrebbero dovuto essere prive di braccia, di piedi e con teste minuscole e senza capelli (in molti casi, non tutti). 

Un'ultima riflessione, assolutamente soggettiva. L'autore parla dei caratteri femminili spiegando i motivi evolutivi per cui risultano più attraenti. Ad esempio dice che la donna mantiene più caratteristiche infantili rispetto all'uomo: e questo stimola l'istinto di protezione maschile e la rende più attraente. Ecco, io da brava donna mediterranea, morbida ma alta, con piedi e mani grandi eccetera mi sento un po' una schifezza a leggere che le caratteristiche più femminili (insomma, quelle della donna "evolutivamente perfetta") sono capelli biondi, carnagione chiara, mani e piedi piccoli, altezza ridotta. Persino il mio ombelico è sbagliato, dovrei averlo verticale invece che orizzontale.
E a pensarci bene mi sembra anche un punto di vista un po' sessista.

Pollice verso, insomma.

2 commenti:

  1. Come ogni donna giungi a conclusioni affrettate e dettate, a quanto leggo, più dalle emozioni che dalla ragione (tipico del vostro mantenere caratteristiche "infantili"). Ti consiglio di leggere "la scimmia nuda", e (se non lo hai bruciato) rileggi il libro che hai recensito cercando di mantenere lo stesso distacco che Morris ha usato nel scriverlo.

    RispondiElimina
  2. Gentile anonimo, no, non l'ho bruciato, era prestato fra l'altro. A parte l'ultima affermazione, che ho premesso essere soggettiva, il resto della mia recensore si basa sulle mie competenze da scienziata che si occupa da anni di argomenti attinenti. Mi dispiace se non siamo d'accordo, ma posso assicurarti che la mia recensione è molto più ragionata di quanto tu non abbia mostrato di comprendere.

    RispondiElimina