martedì 23 novembre 2010

Imperfetto manuale di lingue, di Beppe Severgnini



Devo dire di non aver mai preso in considerazione Severgnini. Sapevo che era un giornalista, che scriveva libri, ma non avevo mai letto niente di suo.
Poi ho trovato in libreria le due opere "Italiano" e "Inglese". Per quanto riguarda l'italiano mi è stato più volte detto che scrivo bene, ma comunque una ripassata alle regole grammaticali non fa mai male, soprattutto se sono raccontate in chiave spiritosa. Per quanto riguarda l'inglese me la cavo, ma non sono certo un'aquila, e una rinfrescata non mi avrebbe certo fatto male. Il libro è passato dallo scaffale, alla cassa, e alla mia borsa in meno di un minuto.
Severgnini sa decisamente il fatto suo. Entrambi i libri della raccolta sono semplici, chiari, divertenti e soprattutto utili. In due parole: ben scritto.
L'italiano inizia ripetendo le regole di grammatica e sintassi studiate a scuola, ma in modo molto più divertente del mio vecchio libro di testo. Utile la scelta di corredare le spiegazioni con esempi tratti dalla vita quotidiana, dai giornali o dalla televisione. Poi il testo offre interessanti consigli di stile: consigli sensati, semplici da seguire, spiegati bene.
La parte relativa all'inglese andrebbe studiata come un libro di testo, ma anche una lettura rapida mi ha regalato informazioni di cui avevo bisogno. Severgnini facilita il compito dell'apprendimento utilizzando titoli di film, canzoni e parole già conosciute in Italia.
Da leggere con attenzione, tenere sullo scaffale e consultare quando necessario.

mercoledì 3 novembre 2010

Insalate di matematica 2, di Paolo Gangemi

Questo libro piacevolissimo esplora la matematica attraverso tanti diversi punti di vista, dalla letteratura alla filosofia, dalla storia all'amore, dalla geografia alla via quotidiana, dalla teologia alla poesia. E ci dimostra che la matematica non è solo fatta da formule astruse e problemi soporiferi, ma è parte integrante della nostra vita e della storia della nostra cultura.
La semplicità delle spiegazioni matematiche (non è richiesta nessuna particolare conoscenza della materia) è unita ad un approccio estremamente multidisciplinare dell'autore che, ad esempio, rilegge Dante in chiave matematica (forse il mio capitolo preferito per la bellezza e semplicità dell'interpretazione che l'autore dà dell'universo dantesco); ci racconta i mille milioni di poesie di Pennac; analizza su un piano non solo matematico, ma anche in parte chimico il famoso aneddoto della vita di sant'Agostino in cui la comprensione della Trinità da parte dell'uomo viene paragonata al voler svuotare il mare con una conchiglia; ci fa spiegare la logica da Socrate. L'autore si getta poi nella vita quotidiana, fra parcheggi pene d'amore, passando per i supercomputer dei romanzi di fantascienza.
Il tutto è espresso in uno stile garbatamente umoristico, mischiato a un pizzico di ironia, mi ricorda il mio adorato Campanile.
Bellissimo.