lunedì 21 giugno 2010

Journal secret d'Adrien, 13 ans et 3/4. Di Sue Townsend




L'anno scorso, a Londra, trovai da un baracchino lungo il Tamigi un libro che mi incuriosì: Queen Camilla, di Sue Townsend. Ci misi un sacco di tempo a leggerlo, dovetti ricominciarlo due volte e non mi piacque molto.
Del diario di Adrian Mole ho sentito spesso parlare, e credo di averlo anche letto alle medie, ma non me lo ricordo per niente. A Parigi, una delle ultime volte che ci sono andata, ho trovato questa versione, costava poco e l'ho presa.
Questo libro mi ha lasciato perplessa. Non posso definirlo brutto, semplicemente non mi dice nulla. Il personaggio di Adrian Mole non mi ispira né simpatia né antipatia, ma mi rimane indifferente (con una punta di antipatia, a volte mi verrebbe da prenderlo a cazzotti, ma poi passa). Mi ispira un po' di pena, ma nemmeno tanta. Non riesco nemmeno ad apprezzare l'umorismo a detta di tutti onnipresente in questo romanzo, non mi fa ridere, non lo trovo, non lo capisco. Mi lascia perplessa, appunto, che non è il tipo di emozione che mi aspetto di ricevere da un libro.

venerdì 18 giugno 2010

Confessions of a Jane Austen addict, di Laurie Viera Rigler




Cosa fareste se un giorno vi svegliaste nell'Inghilterra di Orgoglio e Pregiudizio? Questo è ciò che capita alla protagonista, una "Jane Austen addict" di Los Angeles che da un giorno all'altro si ritrova alle prese con l'alta società inglese ottocentesca.
Chi fra noi amanti della mitica Jane non ha mai immaginato una situazione simile? Stupendi vestiti, feste e balli, e gentiluomini cavallereschi che parlano elegantemente. Praticamente il paradiso.
E invece non è tutto oro quello che luccica. Non solo vivere in una casa senza bagno e acqua corrente non è la più comoda delle sistemazioni, ma soprattutto la vita in un paesino della ridente campagna ottocentesca inglese non è così tranquilla e invariabilmente piacevole come si potrebbe immaginare. E i gentiluomini, a vederli da vicino, non sembrano molto più cavallereschi dei ragazzi del XXI secolo.
È un romanzo spiritoso e molto ben scritto, e a occhio direi che ha richiesto un grosso lavoro di documentazione. E se l'idea del viaggio del tempo non è certo nuova, ho apprezzato molto il modo in cui l'autrice l'ha trattata, aggiungendo un tocco di mistero, evitando nella maggior parte dei casi i clichè più banali, e rendendo il tutto con uno stile frizzante e spiritoso. Molto molto carino.

lunedì 14 giugno 2010

Il rogo di Berlino, di Helga Schneider


In queso periodo sento molto forte la necessità di capire i tedeschi. Il popolo tedesco è un popolo evidentemente tormentato, ambivalente nel suo rapporto con il passato, un popolo con molti problemi.

Questo almeno è quello che credo di aver intuito in un anno e mezzo di vita in Germania. Ma il mio problema principale è che i tedeschi non li capisco. Non capisco alcuni atteggiamenti, non capisco alcuni modi di fare, li trovo assolutamente lontani dalla mia mentalità e non ho strumenti per comprenderli meglio. Per questo ho deciso di iniziare a leggere qualche libro sulla Germania, magari le testimonianze e il punto di vista di chi parla della Germania (per esperienza diretta oppure no) possono rivelarsi gli strumenti più utili per capire questo mondo. E, in ogni caso, una conoscenza più approfondita della storia tedesca non piò che aiutarmi in questo processo.

All'aeroporto di Fiumicino, tornando in Germania dopo Pasqua, ho trovato questo libro, pure n saldo ;).

Non sapevo bene cosa aspettarmi. Si tratta del racconto della seconda guerra mondiale a Berlino ad opera di una donna che la visse da bambina. Nonostante il tema sia difficile, l'autrice riesce a trattarlo con relativa "leggerezza". Le vicende non suscitano tanto orrore quanto compassione e compartecipazione. Non scade mai nel sanguinolento becero, né nel sentimentalismo o nel buonismo. Quindi ciò che rimane dopo la lettura di questo libro non è una sensazione di disgusto o orrore, ma più che altro una consapevolezza nuova di cosa possa significare vivere in guerra (consapevolezza parziale, naturalmente, ma molto preziosa).

Molto bello.

P.S.: per chi fosse interessato qui se ne possono leggere degli stralci.

letto dall'11 aprile al 4 maggio 2010

sabato 12 giugno 2010

Sixième colonne, di Robert A. Heinlein


La storia è bella, ma più della storia ho trovato interessanti alcune scelte dell'autore.
Gli Stati Uniti d'America sono stati conquistati dall'esercito Panasiatico. Ma non tutto è perduto, un'arma micidiale è nascosta ai nemici, pronta ad essere utilizzata. La bomba atomica? Una nuova arma misteriosa? No, un'equipe formata dai migliori scienziati della nazione, nascosti in un laboratorio segreto.
In un mondo sempre più preda di ciarlatani e maghi credo sia importante rileggere un libro del genere, che trasuda fiducia nella Ricerca e nella Scienza come risorsa, come punto di forza, a cui affidare le sorti della nazione. La scienza non è depositaria di verità universali, e naturalmente rimane comunque fallace e non priva di rischi, ma è una risorsa fondamentale per la crescita e la vita di un paese civile. Disconoscere l'importanza della cultura scientifica nel mondo di oggi significa cadere preda di chi questa cultura la coltiva con attenzione, come spiego nel prossimo paragrafo.
Un altro elemento importante è la religione*, ma vista in chiave molto particolare. La religione in questo ambito nasce come figlia della scienza, togliendo la conoscenza dei particolari e spacciando i risultati scientifici per magia. E' un processo ripreso dallo studio delle società antiche (basti pensare all'antico Egitto), in cui la conoscenza (non necessariamente scientifica) era appannaggio di un ristretto gruppo di persone (i sacerdoti), che detenevano anche il potere religioso, e in parte politico. E' interessante notare che lo stesso ruolo della religione è riproposto anche da Asimov, nel romanzo Cronache della Galassia, appartenente al Ciclo della Fondazione (anche questo ispirato all'antichità, nello specifico alla caduta dell'Impero Romano d'Occidente). Non so quale dei due autori abbia trattato l'argomento per primo, ma mi sembra interessante che entrambi l'abbiano fatto in ambiti e modi diversi.

In questo periodo il ruolo della scienza nella società italiana sta perdendo peso come mai prima d'ora. Chi ha a cuore il futuro di questo Paese non può prescindere da questa problematica, altrimenti rischiamo di finire come Heinlein e Asimov hanno magistralmente tratteggiato. E non sarebbe una bella fine...

*qui si intende la religione intesa da un punto di vista antropologico e/o sociologico, riguardo al suo impatto sulla società, senza assolutamente entrare nel merito della fede.

Gli italiani di Shakespeare, di Nicola Fano


Questo libro lo avevo già da anni. Lo avevo iniziato a leggere appena comprato, ma il teatro non mi interessava molto, e lo avevo lasciato lì.
Poi, dopo aver finito Garibaldi dello stesso autore, uno dei libri più belli che abbia letto, ho deciso di riprenderlo in mano, e l'ho trovato molto interessante.
Il tema principale del libro sono gli italiani di oggi e di ieri. I difetti di cui ci lamentiamo tanto sono figli degli ultimi tempi o sono da secoli parte integrante del nostro "essere italiani"? L'autore decide di rispondere a questa domanda con l'aiuto di William Shakespeare, che ha tanto amato l'Italia da ambientarvi molti dei suoi lavori. Partendo da una contestualizzazione dei lavori di Shakespeare nel periodo in cui è vissuto, si arriva a discutere varie leggende sul popolarissimo drammaturgo, per poi analizzare i suoi personaggi italiani. Ne emerge un quadro interessante, pur nella sua prevedibilità: gli italiani non sono cambiati poi tanto dall'epoca di Shakespeare ad oggi.

Naturalmente gli anni passati dalla pubblicazione del libro (due, tre?) lo rendono meno aggiornato, e (purtroppo, magari ci fossimo fermati a qualche anno fa...) meno attuale del più recente Garibaldi, che tratta le stesse tematiche da un punto di vista diverso. Tuttavia l'analisi dell'epoca e dei lavori di Shakespeare lo rende estremamente interessante e curioso, anche per chi non ha conoscenze pregresse nell'argomento.
Letto dal 29 aprile al 1 maggio