domenica 30 maggio 2010

Il libro delle piramidi, di C. W. Ceram



Fin dalle elementari (la quarta, per essere precisi) non ho mai amato la geografia. Poi alle medie ho iniziato ad odiare anche la storia. Troppe cose da imparare a memoria, troppe date, nomi, fiumi, città, province, capitali, montagne eccetera.

Io sono sempre stata brava a rigirare le cose che non mi piacciono in modo da trovare un argomento che mi interessa, e alla fine concentrarmi su quello. Quindi all'esame di geografia all'università ho discusso la storia della cartografia greca e romana, con cenni di geodesia, ad esempio.

E cosa c'entra questo libro? C'entra perché a scuola un modo per attuare la mia strategia è quello di fare "ricerche". Allora al ginnasio, secondo anno mi pare, abbiamo dovuto fare una ricerca di gruppo sull'Egitto. Ci fu chi volle parlare della geografia fisica, chi dell'economia, altri non mi ricordo più di cosa... e io? Una buona soluzione poteva essere la storia, ma come ho già detto odio la storia (anche se negli ultimi tempi sto cercando di ravvedermi). E poi la storia egizia è... come dire, un po' lunga!

Ho trovato questo libro nella libreria della mia mamma, da sempre appassionata di egittologia e archeologia, anche se si occupa di un campo completamente diverso. Il titolo della mi ricerca fu "La nascita dell'egittologia scientifica, Denon e Champollion"

E' un libro bellissimo, in realtà parte di un libro molto più grande, "Civiltà sepolte". Racconta la storia delle ricerche archeologiche in Egitto basandosi sulle storie personali dei primi protagonisti dell'Egittologia: Denon, Champollion, Belzoni, Carter (e un altro di cui non ricordo il nome, purtroppo  non ho il libro con me). La scelta di raccontare le storie delle persone, più che dei reperti, rende questo libro molto scorrevole, come un romanzo, e allo stesso tempo riesce a far "digerire" informazioni un po' più "tecniche" e noiose che presentate in modo diverso avrebbero potuto renderlo un "mattone".

Proprio bello.

martedì 25 maggio 2010

Una pensione tedesca, di Katherine Mansfield


Era parecchio che avevo questo libro, mia mamma me lo aveva regalato anni fa, appena prima di partire per Parigi. Ero convinto si trattasse di una sorta di Jane Austen, e lo iniziai in treno, ma non mi piacque e rimase lì. Al momento di andare al congresso a Londra l'ho visto sulla libreria e ho deciso di portarlo con me. Alla fine la nuvola di cenere mi ha bloccato a Londra, e sono tornata con il treno fino a Francoforte. Ore e ore di viaggio, avendo finito tutto il leggibile una volta arrivata in Germania l'ho ripreso in mano, e non me ne pento.
Scorre velocemente, si legge con facilità. Però dal mio punto di vista sono racconti particolari.
L'autrice riesce a mescolare sapientemente tanti "ingredienti diversi":   ironia, sarcasmo, un pizzico di ingenuità, qualche goccia di tragedia, humor nero. Lo stile mi fa pensare ad una bambina un po' frivola: distaccato, quasi lezioso, a volte ingenuo ad una prima occhiata. Alcuni, soprattutto quelli ambientati nella "pensione tedesca" mi sono piaciuti molto. Altri (quelli tragici) di meno. Quello che ho apprezzato di più è la voluta leggerezza del tono, di chi ha l'abitudine di ridere delle cose per sdrammatizzare. Sicuramente da leggere.

letto il 25 aprile 2010

mercoledì 5 maggio 2010

For the love of Norton, di Peter Gethers



Ho studiato inglese a scuola per 13 anni. Non mi è mai piaciuto. Fino all'anno scorso, infatti, non avevo mail letto un libro in inglese, a parte quelli obbligatori per scuola.
Poi sono andata a Londra, e mi sono sentita in paradiso. Venivo dalla Germania dove se entro in una libreria mi viene il magone alla vista di migliaia di libri che non sono in grado di leggere. Invece a Londra avrei potuto capire! Fantastico!
Uscendo dalla metropolitana per andare all'università mi sono imbattuta negli occhioni dolcissimi di un micio che mi fissavano dalla copertina di un libro (in sconto, oltretutto), "A cat called Norton". Fu amore a prima vista.
E' così che ho conosciuto Norton, micio dolcissimo, intelligente e tenero.
Norton è un micio un po' speciale. Ha la testa tonda, le orecchie ripiegate, il mantello grigio, ma soprattutto è intelligentissimo, Nel primo libro Peter ci racconta le avventure quotidiane di Norton, i suoi viaggi, le sue cene eleganti (Norton mangia a tavola con il suo padrone), le sue buffe, tenere abitudini.
Quest'anno sono tornata a Londra ed era uscito il seguito, l'ho comprato immediatamente.
E' la storia di Norton e del suo padrone, Peter, diventati ormai famosi dopo l'uscita del libro. E stavolta è Peter che si imbarca in una grande avventura, proprio grazie a Norton. Come sempre Norton è tenerissimo, e il rapporto fra il micio e il suo padrone incredibile.

Letto dal 17 al 23 aprile 2010