sabato 30 ottobre 2010

A cena dai Neanderthal, il ruolo del cibo nell'evoluzione umana. di Juan Luis Arsuaga



Premessa importante: il libro molto poco di uomo di Neandertal, il titolo in questo senso è fuorviante.
Parla però di evoluzione umana. Vale la pena di ricordare che l'autore, Arsuaga, è uno degli archeologi che gestiscono Atapuerca, il più antico e importante scavo preistorico in Europa. E in questo libro lo dimostra.
Il tema centrale di questo libro è il cibo, il suo ruolo nella nostra evoluzione. E' un argomento relativamente poco trattato a livello di divulgazione scientifica ma estremamente interessante, grazie all'assioma "si è ciò che si mangia". Nella storia dell'uomo vi sono state due diverse "rivoluzioni alimentari" che hanno causato importanti cambiamenti sia biologici sia culturali. Arsuaga li racconta attraverso due storie. Anzi, due fatti realmente accaduti, il primo qualche milione di anni fa, il secondo qualche migliaio di anni fa. E a partire da questi due fatti che hanno portato l'uomo a diventare ciò che è, l'autore ci racconta la nostra evoluzione, con uno stile spiritoso e rigoroso al tempo stesso, capace di catturare l'attenzione del lettore e di non lasciarla scappare. Sono numerosi gli aspetti dell'evoluzione umana presi in considerazione, alcuni dei quali non sono trattati spesso nei libri di questo tipo. Le spiegazioni scientifiche sono semplici e chiare, alla portata di chiunque abbia curiosità e un'infarinatura scolastica di scienze.
Non solo lo stile mi ha sorpreso molto positivamente, ma anche le scelte strutturali sono particolari. La maggior parte dei saggi divulgativi sull'evoluzione dell'uomo inizia con un excursus storico sugli studi riguardanti l'argomento, per poi dare un quadro cronologico e finire con una descrizione accurata di ciò che i fossili dicono della nostra storia. Arsuaga sconvolge questo schema avvicinandosi in questo modo al lettore medio che non conosce l'argomento, in modo da incuriosirlo e non annoiarlo.
Una ulteriore nota di merito è che l'autore non centra il libro sul suo sito. Potrebbe permetterselo, invece sceglie due periodi lontani da ciò che l'ha reso famoso. Poi ne parla, naturalmente, ma in modo non particolarmente invasivo. Mi sembra una dimostrazione di serietà non indifferente, avrebbe tranquillamente potuto limitarsi a cavalcare l'onda del successo di Atapuerca e lasciar perdere tutto il resto. Non l'ha fatto e il risultato è superbo.
...Se solo avessero tradotto il titolo in maniera sensata...

2 commenti:

  1. Probabelmente un libro fantastico.Voglio legg
    ere

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  2. a me è piaciuto davvero molto :)

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