lunedì 14 giugno 2010

Il rogo di Berlino, di Helga Schneider


In queso periodo sento molto forte la necessità di capire i tedeschi. Il popolo tedesco è un popolo evidentemente tormentato, ambivalente nel suo rapporto con il passato, un popolo con molti problemi.

Questo almeno è quello che credo di aver intuito in un anno e mezzo di vita in Germania. Ma il mio problema principale è che i tedeschi non li capisco. Non capisco alcuni atteggiamenti, non capisco alcuni modi di fare, li trovo assolutamente lontani dalla mia mentalità e non ho strumenti per comprenderli meglio. Per questo ho deciso di iniziare a leggere qualche libro sulla Germania, magari le testimonianze e il punto di vista di chi parla della Germania (per esperienza diretta oppure no) possono rivelarsi gli strumenti più utili per capire questo mondo. E, in ogni caso, una conoscenza più approfondita della storia tedesca non piò che aiutarmi in questo processo.

All'aeroporto di Fiumicino, tornando in Germania dopo Pasqua, ho trovato questo libro, pure n saldo ;).

Non sapevo bene cosa aspettarmi. Si tratta del racconto della seconda guerra mondiale a Berlino ad opera di una donna che la visse da bambina. Nonostante il tema sia difficile, l'autrice riesce a trattarlo con relativa "leggerezza". Le vicende non suscitano tanto orrore quanto compassione e compartecipazione. Non scade mai nel sanguinolento becero, né nel sentimentalismo o nel buonismo. Quindi ciò che rimane dopo la lettura di questo libro non è una sensazione di disgusto o orrore, ma più che altro una consapevolezza nuova di cosa possa significare vivere in guerra (consapevolezza parziale, naturalmente, ma molto preziosa).

Molto bello.

P.S.: per chi fosse interessato qui se ne possono leggere degli stralci.

letto dall'11 aprile al 4 maggio 2010

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