venerdì 18 giugno 2010

Confessions of a Jane Austen addict, di Laurie Viera Rigler




Cosa fareste se un giorno vi svegliaste nell'Inghilterra di Orgoglio e Pregiudizio? Questo è ciò che capita alla protagonista, una "Jane Austen addict" di Los Angeles che da un giorno all'altro si ritrova alle prese con l'alta società inglese ottocentesca.
Chi fra noi amanti della mitica Jane non ha mai immaginato una situazione simile? Stupendi vestiti, feste e balli, e gentiluomini cavallereschi che parlano elegantemente. Praticamente il paradiso.
E invece non è tutto oro quello che luccica. Non solo vivere in una casa senza bagno e acqua corrente non è la più comoda delle sistemazioni, ma soprattutto la vita in un paesino della ridente campagna ottocentesca inglese non è così tranquilla e invariabilmente piacevole come si potrebbe immaginare. E i gentiluomini, a vederli da vicino, non sembrano molto più cavallereschi dei ragazzi del XXI secolo.
È un romanzo spiritoso e molto ben scritto, e a occhio direi che ha richiesto un grosso lavoro di documentazione. E se l'idea del viaggio del tempo non è certo nuova, ho apprezzato molto il modo in cui l'autrice l'ha trattata, aggiungendo un tocco di mistero, evitando nella maggior parte dei casi i clichè più banali, e rendendo il tutto con uno stile frizzante e spiritoso. Molto molto carino.

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