martedì 25 maggio 2010

Una pensione tedesca, di Katherine Mansfield


Era parecchio che avevo questo libro, mia mamma me lo aveva regalato anni fa, appena prima di partire per Parigi. Ero convinto si trattasse di una sorta di Jane Austen, e lo iniziai in treno, ma non mi piacque e rimase lì. Al momento di andare al congresso a Londra l'ho visto sulla libreria e ho deciso di portarlo con me. Alla fine la nuvola di cenere mi ha bloccato a Londra, e sono tornata con il treno fino a Francoforte. Ore e ore di viaggio, avendo finito tutto il leggibile una volta arrivata in Germania l'ho ripreso in mano, e non me ne pento.
Scorre velocemente, si legge con facilità. Però dal mio punto di vista sono racconti particolari.
L'autrice riesce a mescolare sapientemente tanti "ingredienti diversi":   ironia, sarcasmo, un pizzico di ingenuità, qualche goccia di tragedia, humor nero. Lo stile mi fa pensare ad una bambina un po' frivola: distaccato, quasi lezioso, a volte ingenuo ad una prima occhiata. Alcuni, soprattutto quelli ambientati nella "pensione tedesca" mi sono piaciuti molto. Altri (quelli tragici) di meno. Quello che ho apprezzato di più è la voluta leggerezza del tono, di chi ha l'abitudine di ridere delle cose per sdrammatizzare. Sicuramente da leggere.

letto il 25 aprile 2010

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