sabato 16 gennaio 2010

Ritorno a Berlino, di Lilli Gruber e Paolo Borella

Oggi, come ho raccontato sul mio blog, sono andata in ospedale, niente di grave, ma ci ho passato tante ore. E qui va fatto un passo indietro.

Da un po' di tempo ho voglia di libri seri. Saggi,  documenti storici, romanzi impegnati. Libri che lasciano qualcosa, che insegnano, che fanno pensare. Da troppo tempo ormai leggo solo libri di intrattenimento, e mi manca qualcosa. Ho voglia di confrontarmi con chi ha vissuto prima di me e sentire cosa ha da dire.

Su questa scia mia mamma mi ha regalato per Natale un bel po' di bei libri che poco a poco vi presenterò.

Il primo è "Ritorno a Berlino" di Lilli Gruber e Paolo Borella


Quando è caduto il muro di Berlino io avevo 5 anni e mezzo e avevo appena iniziato la prima elementare. Quando, due anni dopo, ho studiato geografia la Germania unita era una realtà. Ricordo quando andammo a Monaco con i miei, ero piccola, e loro parlavano della DDR. Io non capivo, come due Germanie? Sulla cartina ce n'è solo una.

Sotto questo aspetto sono una generazione sfortunata. Pochi anni in più e quelle cose le avrei vissute. Pochi in meno e le avrei studiate. E invece (complice la mia negligenza) ne avevo una visione estremamente superficiale e confusa. Ora mi chiedo come abbia fatto a non pormi mai domande, a non cercare di saperne di più. Vivo in Germania, e conoscere, almeno a grandi linee, la storia di questo popolo credo che sia un dovere. Adesso voglio imparare.

Il libro che sto leggendo (quasi finito, a dir la verità) è bellissimo. Un ottimo punto di partenza per chi come me non sa molto sulla materia e vuole approfondire. Ed è scritto benissimo. E' esattamente ciò di cui avevo bisogno.

A marzo andrò a Berlino per lavoro. Ero spaventata da questa opportunità, non volevo ridurre la mia conoscenza di Berlino a qualche strada e qualche monumento. Volevo avvicinarmi alla città con un po' di consapevolezza, con il rispetto che merita. Adesso mi sento più pronta.

Adesso che, dopo 20 anni, due mesi e qualche giorno, quando ho capito cosa è successo quel 9 novembre 1989 mi è scappata una lacrima.


letto dal 15 al ... gennaio 2010

3 commenti:

  1. Ah, giovincella e tapina!

    No, io ricordo bene quel giorno e ricordo bene che la prima cosa che mi venne in mente fu "adesso i vopos iniziano a sparare e fanno una strage".
    Poi, con il passare dei giorni ed il silenzio da parte di Mosca iniziai a rendermi conto che una nuova epoca era iniziata.
    Mi feci prendere dall'entusiasmo ma a guardare indietro adesso realizzo che ero troppo ottimista.

    Mi sa che anche questo lo metto nella lista di quelli da leggere che, ahimé, si allunga sempre più dato che sono mesi che non leggo una pagina.

    ---Alex

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  2. PS = bello questo template, mi piace più dell'altro.

    ---Alex

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  3. si, sono giovane, ma è una malattia che si cura col tempo :)

    Questo libro è bellissimo, e vale davvero la pena di leggerlo. Per adesso l'unica cosa che manca secondo me è il punto di vista dei tedeschi dell'ovest. Mi sa che una volta che parlo col mio prof glielo chiedo come si sentivano...

    Un trucco per leggere potrebbe essere quello di usare quotidianamente i mezzi pubblici ;)!

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