lunedì 9 novembre 2009

Vicolo Cannery di John Steinbeck



Mia madre adora Steinbeck. Erano anni che me lo proponeva, ed erano ugualmente anni che mi rigiravo fra le mani Plan de la Tortilla, lo aprivo, leggevo una pagina e lo rimettevo sullo scaffale.

Che ci posso fare? Non mi ispirava! Quel fantastico giovedì già mi incuriosiva di più, Uomini e topi per niente. Oh, c'è poco da fare, a me i libri devono dire qualcosa da subito, se no aspetto che mi "chiamino"...

Da quando sono in Germania ho bisogno di "letteratura". Da anni ormai tendo a leggere principalmente saggi scientifici, gialli, romanzi rosa, che di solito non sono proprio alta letteratura. Invece sentivo il bisogno di leggere libri che dicessero davvero qualcosa, che mi dessere la loro visione delle cose.

In uno dei viaggi da roma mi sono portata su Vicolo Cannery, poi quando sono andata da Indiana Acca me lo sono portato dietro, stavo per finire Il metro del mondo e mi serviva un libro per le 9 ore del viaggio di ritorno.

L'ho letto tutto in 3 o 4 ore. Mi ha lasciato perplessa. Non è brutto, anzi, è curioso, raccontato bene, personaggi particolari, ma allo stesso tempo "umani", una particolare grazie nell'affrontare argomenti "scabrosi". Un libro davvero ben scritto. Però mi ha lasciato con l'amaro in bocca. Forse perché mi devo abituate all'autore, forse perché no racconta una vera storia, dall'inizio alla fine. Si tratta di stralci di vita quotidiana, un po' la sensazione che mi diede Gente di Dublino, in cui però questa caratteristica è secondo me molto più estrema.

Insomma un bel libro, ma non me lo sono goduto in pieno... forse complici la nausea del viaggio e la tristezza della separazione da Indy.... urge una rilettura a breve, ne riparleremo!

Letto il 9 novembre 2009

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