domenica 25 ottobre 2009

L'abbazia di Northanger, di Jane Austen



Senza dubbio ho un rapporto speciale con Jane Austen.
Il nostro primo incontro avvenne in quinto ginnasio, galeotta fu la prof di inglese che ci fece leggere un brano tratto da Orgoglio e Pregiudizio. Il giorno stesso andai nella mia libreria di fiducia e comprai il libro. Lo divorai in un paio di giorni. Rimasi affascinata dalla dolcezza, dall'ironia e dal brio che emergono da ogni pagina. Mi emozionai insieme ad Elizabeth, sorrisi con il Signor Bennet, mi innamorai del Signor Darcy, rimasi con il fiato sospeso fino all'ultima pagina (un po' come dice Meg Ryan in C'è posta per te).
E la nostra conoscenza si approfondì poco a poco.
Poco dopo trovai Ragione e Sentimento nella libreria all'angolo del mio palazzo. In seguito a casa a Ferrara mi capitò fra le mani una copia di Persuasione. Purtroppo l'ho persa il 2 gennaio di quest'anno. Dovevo partire con i miei per venire a Magonza ed iniziare a lavorare, ci cancellarono il volo e nel trambusto che seguì persi il libro che conteneva anche un bellisimo segnalibro disegnato da mia cugina con un bellissimo micio. Oltre al danno, insomma, la beffa.
Emma e Mansfield Park mi arrivarono fra i libri ereditati da nonno e li lessi durante il periodo dell'università.
Ma c'era un problema. Jane Austen ha scritto solo sei romanzi, dei quali ne avevo letti cinque. L'ultimo volevo "tenerlo da parte" per un'occasione speciale, un momento nel quale avrei sentito il bisogno di un po' di sano romanticismo, ottimismo e brio.
Poi nel 2008 andai 5 mesi a Parigi. Era da poco che Indiana Acca era diventato il Paleontologo del mio Cuore. Il giorno della partenza, alla stazione Termini, quando mamma mi chiese quale libro poteva comprarmi per il viaggio risposi senza esitazione "L'abbazia di Northanger".
Alla libreria della stazione non ce l'avevano, così me lo comprò qualche mese dopo a Parigi (infatti ce l'ho in francese). Quando lo lessi mi colpì incredibimente. A differenza degli altri romanzi dell'autrice l'aspetto dominante non è il romanticismo ma l'ironia. Che Jane Austen fosse ironica è palese, ad esempio, in Orgoglio e Pregiudizio, ma ne L'Abbazia di Northanger arriva a ribaltae il rapporto autore-lettore-personaggio del libro. L'autore comunica direttamente con il lettore prendendo in giro e svelando le convenzioni narrative. L'ho trovato estremamente moderno e divertente. ...e c'è anche un po' di romanticismo che non guasta :).

Grazie Jane, bellissima sorpresa!

Letto dal 24 al 25 ottobre 2009

1 commento:

  1. Bellissima la tua storia sull'incontro con Jane Austen - che coincide con ciò che sto pensando in questi giorni, visto che ho incominciato a rileggere P%P per l'ennesima volta...
    Mi spiace per la copia di Persuasione che hai perso; sono molto gelosa dei miei libri, è come se fossero dei custodi di quei pezzi di vita che ho vissuto mentre li leggevo, perciò posso immaginare il tuo sconforto.
    Ed infine, ottimo ultimo, ecco Northanger, per di più en français! La vera ciliegina sulla torta! (Mi ha persino spinto a leggere I Misteri di Udolpho della Radcliffe... Potere di Jane Austen!)

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