mercoledì 28 ottobre 2009

Champollion l'egyptien, di Christian Jacq



Questo libro l'ho comprato a Parigi. Essendo da sempre interessata all'Antico Egitto, ho letto un paio di libri di Jacq, ma nessuno dei suoi romanzi. Credo di aver iniziato un paio di volte Ramses ma non ho superato pagina 20.

Poi a Parigi mi è capitato l'occhio su questo libro. Adoro Champollion, l'ho studiato ed è una figura che mi affascina tantissimo. Ma da quando l'ho comprato non l'avevo mai letto.

Poi quando sono andata a Berna mi serviva qualcosa da leggere e mi cade l'occhio su di lui.

L'ho letto seduta su una sdraio in un bellissimo parco di fronte all'università di berna, con una vista panoramica mozzafiato sulla città, le montagne tutte intorno e un ragazzo che cercava di imparare a camminare su una fune attaccata a due alberi vicino a me.

L'ho continuato in treno, l'ho lasciato da parte per qualche giorno e l'ho finito la settimana scorsa sulla metro per andare al corso di tedesco.

Che dire? Sarebbe un libro con enormi potenzialità. ma dal mio punto di vista alcune scelte dell'autore lo rovinano.

Jean-François Champollion è colui che ha dato i natali all'egittologia scientifica e ha decifrato i geroglifici. Fin da giovanissimo era affascinato dalla cultura egizia, da poco rispcoperta grazie alle campagne napoleoniche in questo paese, e agli splendidi disegni di Dominique Vivant Denon, un pittore che seguì le truppe disegnando tutto ciò che trovava attorno a lui.

I geroglifici sembravano essere una scrittura basata su ideogrammi ma indecifrabile, tuttavia Champollion, che conosceva latino, greco, ebraico, arabo, aramaico, copto e numerosi dialetti egiziani, trovò la chiave della decifrazione. Semplicemente i geroglifici non sono ideogarmmi, ma allo stesso tempo lettere, sillabe e ideogrammi... complicato, vero?

Champollion andò in Egitto una sola volta, aveva circa 40 anni. Morì un paio di anni dopo.

Questo libro è il resoconto di questa spedizione. L'autore nella prefazione dice di esseresi attenuto ai diari e alle lettere di Champollion nella maggior parte dei casi, poi ha un po' romanzato il tutto.

Il romanzo inizia bene. C'è suspence, si intravedono complotti, si delineano allenaze e rivalità, sembra affiorare una piccola storia d'amore.

Poi crolla. Inizia una parte esoterica (con sette segrete, allucinazioni, rivelazioni del dio Thot ecc) che proprio non mi piace.

Finisce con la storia d'amore non realizzata, il complotto svelato ma in maniera insoddisfacente e la rivalità, che ci si aspettava finisse con uno scontro, interrotta per le dimissioni della persona interessata.

Le atmosfere, la delineazione del personaggio e il racconto del viaggio sono bellissimi. Ma date le premesse mi aspettavo decisamente qualcosa di più.

Letto dal 20 al 28 ottobre 2009

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